lunedì 24 dicembre 2007

COME SI CAMMINA IN PARADISO


COME SI CAMMINA IN PARADISO

Fin dai tempi del liceo,quando ho studiato la Divina Commedia,mi ha sempre interessato pensare a “come si cammina in Paradiso”.
Quando ho iniziato questi lavori,però,il mio intento era quello di fare un omaggio ad Enzo riproducendo sulle tele le immagini della sua fisicità.
Nessun altro artista,come il danzatore,ha infatti la necessità di essere guardato ed osservato.
Ed anche il ricordo deve necessariamente avere una forma che è quella della sua immagine.
Ma,allorquando ho fatto il primo bozzetto di Enzo che salta,subito mi sono detto “ecco come si cammina in Paradiso”.
Riflettendoci,poi,queste immagini di Enzo che non tocca la terra mi hanno ancora di più convinto che Enzo camminava bene solo in quella dimensione perché sulla terra,forse,non era a suo agio come in Paradiso.
Giovanni Falci

martedì 11 dicembre 2007

L'equilibrio psico-fisico

L’equilibrio psichico delle persone potrebbe essere paragonato ad un elastico in tensione.
Da un punto di vista rappresentativo e grafico la psiche si può visualizzare come l’elastico che,sottoposto ad una continua spinta nelle due direzioni opposte,resiste deformandosi talora verso un punto e tal’altra verso quello opposto.
E’ quindi evidente che quando le spinte sono troppo forti l’elastico può spezzarsi e ciò può avvenire in due modi:
1)il continuo logorio incomincia ad incidere piano piano un punto dell’elastico,il più debole,fino a quando questo cede;
2)un evento traumatico diretto ed istantaneo colpisce l’elastico ancora intatto e lo rompe improvvisamente.
A questo punto bisognerà vedere in che direzione i resti dell’elastico si muoveranno,ovvero,per meglio dire,quale dei due capi risulterà più grande rispetto all’altro e quindi quale dei due punti opposti riceverà l’elastico con più potenza e profondità.
Se consideriamo i due punti di partenza del segmento elastico preso in considerazione come la nascita e la morte dell’uomo,bisognerà vedere,dopo la rottura se ci sarà più elastico che procederà verso la morte oppure più elastico che procederà verso l’origine,l’infanzia,la purezza.
La crisi dell’infarto dell’elastico si risolverà pertanto in qualcosa di assolutamente dannoso ed autolesionistico nel primo caso,in qualcosa di costruttivo e puro nel secondo.
Senonchè questi eventi non devono essere considerati nella loro specificità e relazione con l’individuo che li subisce,ma vanno analizzati nel contesto dell’individuo tra gli altri individui.
Pertanto quel giudizio negativo ricollegato all’elastico che,rotto l’equilibrio precipita verso il polo della morte,se può essere vero per l’individuo analizzato avulso dal contesto sociale e familiare in cui vive,può essere addirittura positivo se letto nell’ottica inversa e cioè dell’uomo sociale e non individuale.
Lo stesso dicasi ovviamente anche nel caso inverso e cioè per il giudizio inverso.
Per chiarire con un esempio,la persona che a seguito della rottura del suo equilibrio psichico si rivolge a commettere azioni indegne e delittuose fa qualcosa che a lui come singolo non giovano ma che potrebbero giovare a chi gli sta intorno tipo la sua famiglia ed i suoi amici etc..
Al contrario,se dopo la rottura questa persona,il cui elastico in questo caso va verso l’inizio,si mette a vivere in modo puro e semplice,starà bene come individuo ma potrà recare danni e disagi ai suoi familiari amici etc.
Questa ultima riflessione dimostra la difficoltà dell’esistere:quello che ti appaga potrebbe non essere condiviso e non appagare chi ti stà vicino e viceversa.
OPPOSTI: NASCITA-MORTE : POSITIVO-NEGATIVO
VERSO LA MORTE SI VA IN MODO STRESSATO:SI ESISTE PER STANCARSI.
RESPONSABILITA’ E STRESS.

Le c.d. persone inutili

Esistono nella nostra società delle persone considerate inutili o peggio ancora "non considerate".
Costoro,il più delle volte,sono invece giusti.
E' il caso di Giuseppe,Domenico,Donato e Tonino detto Bandone.
La loro "inutilità" per gli intelligenti del nostro tempo,è dovuta al fatto che non posseggono telefonini,non hanno la patente B,non vestono griffati,ed altre stronzate simili.
"Gli Intelligenti",ma infelici, non hanno invece capito che costoro vivono veramente bene e liberi.
Si divertono ad ogni festa,ballano,bevono,corteggiano tutte le donne,vivono intensamente la natura e la sua semplicità.
A costoro ho quindi dedicato il ciclo di opere che li ritraggono come vere stars della vita perchè veramente lo sono a dispetto di chi li critica ma non saprà mai avere il coraggio di imitarli perchè non ha stima in sè stesso ma solo nel giudizio degli altri.

Tonino detto Bandone

domenico

Donato

lunedì 10 dicembre 2007

I cieli capovolti ( Affresco) proprietà Milly Barone



L'affresco realizzato per Milly nella sua camera da letto,vuole rappresentare la differenza e la distanza tra l'uomo e la donna visti come cieli capovolti.
L'unica cosa che unisce queste due entità è la passione sessuale da me rappresentata come un mostro di fuoco.
Io so che a Milly è piaciuto anche se non so se lo abbia potuto "salvare".
Anche Milly infatti ha il suo cielo capovolto

Giuseppe

Arcipelago di munnezza

Durante uno dei primi scioperi della Nettezza Urbana a Salerno fui immediatamente attratto dai giganteschi cumuli di spazzatura disseminati in ogni angolo di strada.
Non capivo perchè,ma mi piacevano.
Mi piaceva vederli giorno dopo giorno trasformarsi,cambiare forma;a volte si sgretolavano,a volte crescevano.
Ho iniziato perciò a fotografarli;ne ho fotografati quasi 140.
Si era addirittura sparsa la voce tra i miei amici che a volte mi telefonavano per informarmi di "belle munnezze" che avevano visto.
Quando finì lo sciopero mi misi ad elaborare le foto al computer.
Per prima cosa scontornai le immagini in modo di avere la munnezza senza contaminazioni paesaggistiche.
Fu allora che capii cosa avevo solo intuito prima:quei cumuli di munnezza erano paesaggi.
Isole,catene montuose,costiere,faraglioni etc.
Ho quindi serigrafato su tela i soli contorni e poi con i pennelli ho aggiunto mare e cielo. Si sono materializzate isole tropicali e paesaggi costieri.
In effetti la riflessione successiva è stata che la munnezza e la natura hanno una stessa origine.
Tutte e due nascono dal caos.
Così come nessuno "pensa" a dove porre il sacchetto che quindi si colloca a caso,senza matematica o geometria,così nessuno ha utilizzato matematica e geometria per mettere il Monte Bianco sulla pianura padana o i faraglioni vicino Capri.
La Natura e la munnezza sono quindi irripetibili.

Aripelago di munezza_3

Arcipelago di munnezza_3

Arcipelago di munnezza _2 proprietà Gambardella

Arcipelago di munnezza 2

Arcipelago di munnezza

Arcipelago di Munnezza


La terza mostra nel 2006 a Salerno e poi a Venezia nell’ambito di un evento collaterale alla Biennale di Architettura – RifiutArti - ha riguardato 3 tele dal titolo “arcipelago di munnezza” ed è consistita nella elaborazione grafica di cumuli di spazzature fotografate dall’artista nel 1997 durante il primo sciopero della N U da cui ha ricavato paesaggi,isole.

L’alternarsi delle stagioni

L’alternarsi delle stagioni e la vita della natura si coglie nelle prime ore del mattino.
In quei momenti,quando si esce da casa e si ha la “sorpresa” del tempo e della temperatura,mi viene da pensare alle piante che hanno trascorso l’intera notte fuori. Allora capisco perché fioriscono in primavera,si stancano d’estate,si addormentano in autunno,si nascondono d’inverno.